Teheran si scusa coi Paesi vicini e avverte l’Europa: «Se partecipate all’aggressione diventerete obiettivi sensibili». E sullo Stretto di Hormuz: «Lo controlliamo ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo»
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La guerra in Iran entra in una nuova fase di escalation. Nella notte l’esercito israeliano ha lanciato una massiccia ondata di missili su Teheran, colpendo siti militari strategici tra cui l’università delle Guardie rivoluzionarie e infrastrutture legate al programma missilistico. L’Iran ha risposto con attacchi missilistici e droni contro Israele e contro obiettivi statunitensi e alleati nella regione, mentre esplosioni e allarmi antiaerei sono stati segnalati anche nei Paesi del Golfo.
Sul fronte diplomatico cresce la tensione con l’Europa: Teheran ha avvertito che gli Stati europei che dovessero unirsi alle operazioni militari diventerebbero obiettivi sensibili. Intanto Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno avviato un coordinamento politico e militare sulla crisi.
Sul conflitto si allunga anche l’ombra della Russia: secondo il Washington Post Mosca avrebbe sostenuto la rappresaglia iraniana contro le basi americane, un’ipotesi ridimensionata dalla Casa Bianca, che sostiene che un eventuale coinvolgimento russo «non farebbe la differenza». La crisi si estende intanto anche al Libano, con nuovi scontri tra Hezbollah e Israele lungo il confine.
17:44
Presidente parlamento Iran: «Chi ospita le basi Usa non godrà di pace»
Il potente presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf afferma su X che i paesi che ospitano basi statunitensi nella regione "non godranno della pace" aggiungendo che l'attacco contro l'impianto di desalinizzazione di Qeshm, in precedenza attribuito agli Usa dal ministro degli Esteri iraniano, è stato "effettuato con il supporto di una delle basi aeree nei paesi confinanti del sud".
"Questo crimine palese riceverà una risposta proporzionata. Le basi militari americane nella regione sono piattaforme per operazioni contro l'Iran", ha detto. "L'origine degli attacchi è la destinazione della nostra risposta", ha aggiunto.
16:29
Assemblea Esperti si riunirà 'entro 24 ore' per scegliere Guida Suprema
L'Assemblea degli Esperti si riunirà "nelle prossime 24 ore" per scegliere la nuova Guida Suprema iraniana, dopo l'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei da parte delle forze israeliane. Lo ha dichiarato all'agenzia Fars un membro dell'Assemblea, l'ayatollah Mozafari.
La Guida Suprema detiene l'ultima parola su tutte le questioni di Stato. Gli 88 membri dell'Assemblea dovranno decidere chi assumerà l'incarico secondo il principio del 'vilayat-e faqih', secondo cui il successore dev'essere un'autorità politica e religiosa di alto livello. Khamenei non aveva mai indicato pubblicamente un successore.
15:23
Pezeshkian: «Non attacchiamo nostri vicini ma basi e strutture Usa»
«Non abbiamo attaccato i nostri Paesi amici e vicini, ma abbiamo preso di mira basi, installazioni e strutture militari statunitensi nella regione». Lo ha ribadito il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una serie di messaggi su X che fanno seguito a un precedente messaggio preregistrato in cui si è scusato con i vicini stati del Golfo annunciando che il consiglio di leadership ad interim dell'Iran aveva approvato la cessazione di attacchi contro gli Stati del Golfo, a meno che un attacco contro l'Iran non provenisse da quei Paesi. «La Repubblica Islamica dell'Iran ha sempre sottolineato il mantenimento e la continuazione di relazioni amichevoli con i governi regionali, basate sul buon vicinato e sul rispetto reciproco della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale. Ciò non nega il diritto intrinseco dell'Iran a difendersi dall'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista» ha sottolineato Pezeshkian.
15:15
Trump: «Abbiamo fatto un favore al mondo»
Trump: «Abbiamo fatto un favore al mondo»
«Abbiamo fatto un favore al mondo». Donald Trump si esprime così in relazione agli attacchi degli Stati Uniti contro l'Iran. «Stiamo facendo progressi enormi. Vedete tutti i risultati in Iran, è qualcosa che andava fatto e lo stiamo facendo bene. Gli iraniani erano vicini ad un'arma nucleare. L'avrebbero ottenuta, se non avessimo colpito 8 mesi fa, e l'avrebbero usata» dice il presidente intervenendo al summit 'Shield of Americas'. «Abbiamo affondato 42 navi in 3 giorni, la marina non esiste più, la loro rete di comunicazione non c'è più. Non so come facciano, immagino trovino un modo che non funzionerà troppo bene...» aggiunge.
14:00
«Oltre 200 soldati americani uccisi o feriti in raid a base di Abu Dhabi
Almeno 200 soldati americani sono stati uccisi e feriti durante gli attacchi iraniani alla base aerea di Al Dhafra ad Abu Dhabi nelle ultime 24 ore: lo ha dichiarato il quartier generale centrale iraniano Khatamolanbia in un comunicato. Durante gli attacchi iraniani alla Quinta Flotta della Marina statunitense nella regione, altre 21 persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite, ha aggiunto il comunicato, citato da Tasnim, affermando che anche una petroliera di proprietà degli Stati Uniti è stata colpita nella parte settentrionale del Golfo Persico.
13:30
Report 007 Usa: «Anche un maxi-attacco non rovescerà il regime»
Un rapporto classificato del National Intelligence Council ha rilevato che anche un attacco su larga scala all'Iran lanciato dagli Stati Uniti difficilmente riuscirebbe a spodestare il radicato establishment militare e religioso della repubblica islamica, una valutazione che fa riflettere, mentre l'amministrazione Trump solleva lo spettro di una campagna militare estesa che, secondo i funzionari, è "appena iniziata". Lo scrive il Washington Post, citando tre persone a conoscenza del contenuto del rapporto.
13:00
Rientrati altri italiani
Sono rientrati nella tarda mattinata, all'aeroporto di Fiumicino, a bordo di un volo della Qatar Airways proveniente da Doha, e da Amman, con un collegamento della Royal Jordanian, altre centinaia di cittadini italiani rimasti bloccati per via del conflitto tra Usa-Israele e l'Iran. A bordo molte famiglie con bambini, gruppi di pellegrini e turisti di rientro dalle Maldive, dallo Sri Lanka, dalla Thailandia, dall'Australia. Nella sala arrivi del Terminal 3 le preoccupazioni degli ultimi giorni di diversi genitori e familiari si sono sciolte con abbracci e commozione: "Sono stati giorni caratterizzati da ansia per cercare di capire, prima di tutto che stessero al sicuro e poi come farli rientrare prima possibile - hanno raccontato i genitori di un ragazzo ed una ragazza, originari di Pisa, rientrati via Amman dopo una vacanza in Thailandia - Erano fermi a Doha e poi hanno fatto un trasferimento via terra a Ryadh. Il via libera è arrivato dall'ambasciata di Doha due giorni fa per il transfert a Ryadh. Da qui dovevano volare ad Amman ma l'aereo è partito con due ore di ritardo per via di un bombardamento. Hanno quindi perso la coincidenza verso Roma ed hanno dovuto pernottare stanotte ad Amman. Finalmente, oggi la partenza ed il ritorno verso casa".
11:56
Trump: «Allargheremo gli attacchi contro Teheran
«Oggi l’Iran sarà colpito molto duramente – ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump –, minacciando anche di allargare a nuovi bersagli gli attacchi contro Teheran. A causa del cattivo comportamento dell’Iran – ha scritto sul social Truth Social – ci sono aree e gruppi di persone che fino a questo momento non erano stati presi in considerazione come obiettivi, destinati alla distruzione completa e alla morte certa».
11:24
L'esercito iraniano: «Lo Stretto di Hormuz rimane aperto ma colpiremo le navi di Usa e Israele
«Controlliamo lo Stretto di Hormuz, ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo – ha dichiarato il portavoce delle forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi –. Tuttavia, le navi degli Stati Uniti e di Israele saranno prese di mira dalle forze armate iraniane. L’Iran non può fornire alcuna garanzia sulla sicurezza delle navi di tutti i Paesi e, se dovessero attraversare lo Stretto, la responsabilità di qualsiasi incidente sarà loro, a causa della situazione di guerra».
10:17
Gli Houthi: «La guerra arriverà in Yemen, siamo pronti
Un alto responsabile degli Houthi yemeniti ha affermato al New York Times che la milizia sostenuta dall'Iran è pronta a entrare in guerra. «L'espansione del conflitto ad altri Paesi, incluso lo Yemen, è solo questione di tempo, e abbiamo le dita sul grilletto», ha dichiarato Mohammed al-Bukhaiti, membro dell'ufficio politico del movimento Houthi. «Alla fine, gli Stati Uniti saranno i maggiori perdenti.
10:15
Tajani: «Solidarietà ai Paesi arabi
«Seguiamo con grande preoccupazione l'escalation nella regione del Golfo e comprendiamo pienamente l'apprensione dei Paesi dell'area, ai quali abbiamo espresso e continuiamo a esprimere la nostra solidarietà. Basta missili, basta droni». È uno dei passaggi dell'intervista del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani a Sky News Arabia.
09:27
Riapre l'aeroporto di Dubai, Emirates riprende i voli
Emirates ha annunciato la ripresa dei voli da e per Dubai dopo la sospensione temporanea. «I passeggeri con prenotazioni per i voli di questo pomeriggio possono recarsi in aeroporto. Lo stesso vale per i clienti in transito, se il loro volo in coincidenza è operativo», si legge in una nota della compagnia. Lo scalo, chiuso dopo l’intercettazione di droni dall’Iran, avrebbe intanto ripreso le operazioni, riferisce la Bbc.
08:36
L'aeroporto di Dubai sospende tutte le operazioni
L’aeroporto internazionale di Dubai, il più trafficato al mondo per voli internazionali, ha sospeso temporaneamente le operazioni dopo che un oggetto è stato intercettato dalla difesa aerea nella zona. «Per la sicurezza dei passeggeri, del personale aeroportuale e degli equipaggi, le operazioni sono state temporaneamente sospese», ha dichiarato l’ufficio stampa governativo.
Secondo testimoni, l’intercettazione ha provocato una forte esplosione e una colonna di fumo. Il governo ha precisato che si è trattato di «un incidente minore derivante dalla caduta di detriti» e che non ci sono feriti, smentendo le notizie circolate sui social. Il Ministero della Difesa degli Emirati ha aggiunto che le proprie difese aeree stanno rispondendo alle minacce missilistiche e ai droni provenienti dall’Iran.
08:33
Pezeshkian: «L'Iran non si arrenderà mai a Usa e Israele»
Il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi in un messaggio televisivo che «l’Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti e a Israele». «I nemici devono portare con sé nella tomba il desiderio di resa del popolo iraniano», ha aggiunto, secondo quanto riporta Afp.
«I nemici non hanno il diritto di ignorare l’Iran. Dovrebbero portare con sé nella tomba il loro sogno di una resa incondizionata», ha sottolineato Pezeshkian, precisando che «noi ci atteniamo solo al diritto internazionale e ai principi umani, di cui i nemici parlano solo». Il presidente ha inoltre affermato che «i nostri comandanti hanno preso tutte le misure necessarie e hanno difeso il nostro territorio con la loro autonomia, aprendo il fuoco a volontà, dopo che il nostro leader e i nostri comandanti sono stati uccisi durante gli attacchi del giorno scorso».
07:59
Il presidente iraniano si scusa con i Paesi vicini per gli attacchi
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è scusato con i Paesi vicini per gli attacchi lanciati durante la guerra contro Israele e Stati Uniti. «Mi scuso con i Paesi vicini che sono stati colpiti dall’Iran», ha detto in un discorso trasmesso dalla tv di Stato. Pezeshkian ha aggiunto che il Paese non prenderà di mira i vicini «a meno che non vengano attaccati da lì».
07:44
Le forze iraniane attaccano una petroliera nel Golfo Persico
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver lanciato questa mattina un attacco con droni contro una petroliera nel Golfo Persico, nell’ottavo giorno della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. In una nota, citata dall’agenzia Tasnim, i Pasdaran affermano che il bersaglio è stata la nave «Prima».
«La nave ha ignorato i ripetuti avvertimenti delle nostre forze navali sul divieto di traffico e sull’insicurezza dello Stretto di Hormuz», si legge nel comunicato.
07:42
Emirates sospende tutti i voli da e per Dubai
«Tutti i voli da e per Dubai sono sospesi fino a nuovo avviso. Si prega di non recarsi in aeroporto». Lo ha comunicato su X la compagnia aerea Emirates, spiegando che «la sicurezza dei nostri passeggeri e dell’equipaggio è la nostra massima priorità e non sarà compromessa». La compagnia ha inoltre diffuso indicazioni per i viaggiatori con voli prenotati tra il 28 febbraio e il 31 marzo inclusi e ha fatto sapere che «tutti i punti di check-in in città a Dubai sono temporaneamente chiusi fino a nuovo avviso».
07:33
L'amministrazione Usa: «La notte scorsa la più grande campagna di bombardamenti
Un alto funzionario dell’amministrazione Trump ha definito quella della scorsa notte la «più grande campagna di bombardamenti» condotta finora dagli Stati Uniti in Iran. Lo riporta Sky News. Il segretario al Tesoro Scott Bessent, intervistato da Fox Business, ha spiegato che l’obiettivo delle operazioni è colpire in particolare i lanciatori e le fabbriche di missili iraniane. «Stiamo infliggendo i danni maggiori possibile a queste strutture e le stiamo progressivamente degradando», ha detto, aggiungendo che la campagna militare americana è stata «travolgente».
07:30
Lega Araba, i ministri degli Esteri domani in riunione d'emergenza
I ministri degli Esteri della Lega Araba terranno domani una riunione d’emergenza in videoconferenza per discutere degli attacchi iraniani contro diversi Paesi membri. Lo ha riferito all’Afp il vicesegretario generale dell’organizzazione, Hossam Zaki, spiegando che l’incontro è stato richiesto da Kuwait, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Giordania ed Egitto.
Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha già condannato le operazioni iraniane definendole «pienamente riprovevoli» e una «palese violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite», oltre che un attacco ai principi di buon vicinato. Secondo Aboul Gheit, le azioni di Teheran rischiano di creare «uno stato di ostilità senza precedenti» con i Paesi arabi e rappresentano «un grave errore strategico che l’Iran dovrebbe correggere fermando immediatamente gli attacchi.
06:40
Colpita l'università militare a Teheran
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver completato una nuova ondata di raid su Teheran. Secondo l’Idf, i caccia dell’aeronautica hanno sganciato circa 230 munizioni contro diversi obiettivi militari del regime iraniano, tra cui l’università militare “Imam Hussein”, legata alle Guardie rivoluzionarie e utilizzata come centro di supporto operativo nell’ambito dell’operazione “Rising Lions”. Tra i bersagli colpiti anche un deposito dell’unità missilistica con rifugi e infrastrutture di lancio verso Israele, oltre a un sito sotterraneo destinato allo stoccaggio e alla produzione di missili balistici, dove – secondo l’esercito israeliano – operavano centinaia di militari iraniani.
06:37
Droni contro le forse di Usa e Israele
La marina iraniana ha lanciato un grande attacco di droni contro le forze americane e israeliane in Medio Oriente, secondo quanto riferisce l'esercito di Teheran.
06:30
Esplosioni a Dubai, Gerusalemme e in Bahrein
Un’operazione di intercettazione è avvenuta questa mattina nei cieli sopra l’aeroporto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Testimoni parlano di una forte esplosione seguita da una colonna di fumo visibile nel cielo. Le autorità locali hanno confermato «un incidente di lieve entità causato dalla caduta di detriti dopo un’intercettazione», precisando che non ci sono feriti e smentendo le notizie circolate sui social su presunti incidenti all’aeroporto internazionale. In precedenza i media locali avevano riferito di due esplosioni a Dubai e di un’altra nella capitale del Bahrein, Manama.
Un’esplosione è stata sentita anche a Gerusalemme nella prima mattinata, subito dopo l'attivazione dell'allerta aerea per l'arrivo di un missile iraniano.

