Dopo l’escalation, il presidente Usa accetta il cessate il fuoco con Teheran: mercati in rialzo, petrolio in calo, ma le cause del conflitto restano irrisolte. E alcuni commentatori parlano apertamente di una ritirata del tycoon
Dopo giorni di escalation e minacce estreme arriva una pausa fragile ma decisiva. Il cessate il fuoco evita una crisi globale, ma il rischio resta altissimo
Il pontefice Leone incarna un’altra America, quella della mediazione e dei valori universali. Ogni sua parola contro la guerra finisce per smontare, pezzo dopo pezzo, la dottrina bellica dell’attuale amministrazione statunitense
Il presidente Usa fissa la scadenza e parla apertamente di distruzione totale in poche ore. Sul tavolo non ci sono solo raid convenzionali: nello scenario più oscuro riemerge l’ipotesi delle armi nucleari tattiche, mentre il Medio Oriente scivola verso un punto di non ritorno
Informativa del ministro della Difesa: «Nessun governo di qualsiasi colore fosse ha mai messo in discussione i trattati internazionali sottoscritti». Bufera dalle opposizioni: «Perché non fate votare l’Aula?»
Il decollo del velivolo progettato per gestire una guerra nucleare e le parole durissime sull’Iran alimentano scenari inquietanti. A rafforzare il clima di allarme contribuiscono anche le dichiarazioni del ministro Guido Crosetto, che richiama il precedente di Hiroshima e Nagasaki
Il presidente americano rilancia la linea dura e minaccia attacchi devastanti contro Teheran, lasciando però aperto uno spiraglio: «Forse può ancora accadere qualcosa di rivoluzionario». Gli Usa intanto colpiscono 50 obiettivi iraniani sull’isola di Kharg
Diesel alle stelle nella regione e possibili tagli ai voli estivi: a Reggio solo 3mila litri di jet fuel per ciascun aereo in transito. I cittadini fanno i conti con i rincari mentre dal viaggio della premier in Medio Oriente non emergono ancora accordi concreti
A Brindisi stop fino a mezzogiorno del 7 aprile e nel frattempo garantite scorte solo per voli di Stato, sanitari e per soccorsi. Salgono a sei gli aeroporti italiani che hanno dovuto applicare restrizioni
Dopo aver rifiutato il piano di Washington, Teheran ne ha avanzato uno proprio in 10 punti. Il presidente Usa: «La guerra potrebbe finire rapidamente se fanno alcune cose»
Teheran diffidente: non ritiene Washington pronta a un accordo duraturo. Il ministero degli Esteri: negoziati «incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra»
L’obiettivo è porre fine alla guerra. Ieri le minacce del presidente Usa di colpire le centrali elettrice e i ponti se Teheran non aprirà lo Stretto di Hormuz
Arabia Saudita, Russia e altri membri del cartello incrementano quote estrazione, mentre instabilità nella regione del Golfo spinge i prezzi e complica approvvigionamento energetico internazionale
Le guerre continuano a devastare il patrimonio culturale. In Iran decine di monumenti e musei sono danneggiati, mentre archeologhe iraniane e l’Unesco monitorano i danni e chiedono protezione urgente
La chiusura dello Stretto di Hormuz si fa sentire sul traffico aereo in Europa. Dopo le prime avvisaglie per la disponibilità limitata di cherosene, il problema in prospettiva riguarda i prezzi e coinvolgerebbe anche due tratte calabresi
Il militare disperso è stato localizzato ed è scattata l'operazione di salvataggio: contestualmente, i pasdaran hanno inviato proprie forze nella regione nel tentativo di ostacolare l'intervento
Tre le aziende colpite nella Zona Petrolchimica Speciale di Mahshahr, con un bilancio provvisorio di 5 ferito. Un morto si registra invece a Bushehr. L’appello dell’Aiea alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare
Tra blocchi e diplomazia, riaprono parzialmente le rotte: portacontainer in transito e ipotesi di corridoi alternativi sulla “via omanita” mentre l’Onu resta divisa
Il delegato europeo al Financial Times: «Situazione sotto controllo ma dobbiamo essere pronti al peggio perché le cose potrebbero peggiorare nelle prossime settimane»
Il presidente Usa: «Il nostro esercito non ha nemmeno iniziato a distruggere ciò che resta in Iran. I ponti saranno i prossimi, poi le centrali elettriche»