Riceviamo e pubblichiamo questo articolo di approfondimento sui diritti dei passeggeri che ci è stato inviato da Carmen Critelli, giornalista laureata nel Master Erasmus Mundus in Journalism, Media and Globalisation.

Il volo Ryanair del 22 luglio delle ore 20:30 da Lamezia Terme a Milano Malpensa è decollato con circa quattro ore di ritardo. Le prime tre sono state causate da un problema tecnico. Una volta risolto e completato l'imbarco, però, i passeggeri hanno dovuto attendere ancora per circa un'ora, già seduti ai propri posti, con le porte dell'aeromobile chiuse.

Secondo quanto riferito dall'equipaggio, l'ulteriore attesa sarebbe stata collegata anche a procedure operative adottate nello scalo di Malpensa nell'ambito del monitoraggio del rumore aeroportuale. Dal giugno 2026, infatti, SEA, la società che gestisce gli aeroporti di Milano, ha avviato un nuovo Piano di Contenimento e Abbattimento del Rumore, previsto fino al 2031 dopo che il monitoraggio acustico aveva evidenziato il superamento dei limiti in otto comuni tra le province di Milano e Varese. Il piano prevede diversi interventi finalizzati a ridurre l'impatto acustico del traffico aereo, anche attraverso nuove procedure operative.

Durante questa ulteriore attesa una passeggera ha accusato un malore ed è stata assistita dal personale di bordo.

L'episodio richiama una questione più ampia. Il regolamento europeo (CE) n. 261/2004 tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni e negato imbarco, ma non disciplina quanto tempo un aeromobile possa rimanere fermo a terra con i passeggeri già a bordo prima del decollo. È una situazione diversa rispetto a un ritardo trascorso all'interno del terminal: una volta chiuse le porte dell'aereo non è più possibile scendere e, nella maggior parte dei casi, i tempi effettivi della partenza restano incerti.

Per molti viaggiatori si tratta soprattutto di un disagio organizzativo, con possibili ripercussioni su coincidenze, appuntamenti e costi. In presenza di persone anziane, bambini, passeggeri con disabilità o particolari condizioni di salute, una permanenza prolungata in cabina può però trasformarsi anche in un problema di benessere fisico e psicologico. Situazioni come quella verificatasi sul volo Lamezia-Malpensa mostrano come un'attesa prolungata possa rendere più complessa anche la gestione di eventuali emergenze sanitarie a bordo.

È proprio questo il vuoto normativo che l'Unione Europea si prepara a colmare. Il 15 giugno 2026 Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sulla revisione del regolamento 261/2004. Per la prima volta il testo introduce una definizione di tarmac delay, individuandola nel periodo in cui un aeromobile resta fermo a terra dopo la chiusura delle porte e prima del decollo.

Secondo l'accordo, trascorsi 30 minuti di attesa le compagnie aeree dovranno garantire ai passeggeri acqua gratuita, accesso ai servizi igienici e una temperatura adeguata all'interno della cabina. Se la permanenza a bordo raggiungerà le due ore, l'aereo dovrà rientrare al gate per consentire lo sbarco dei passeggeri, salvo che ciò non sia possibile per ragioni di sicurezza o per esigenze operative.

La logica della riforma non è impedire che un aeromobile resti fermo quando la sicurezza o la gestione del traffico aereo rendono necessaria l'attesa. Al contrario, riconosce che queste situazioni possono verificarsi e stabilisce quali diritti debbano essere garantiti ai passeggeri quando l'attesa si prolunga oltre determinate soglie.

Altri Paesi hanno già introdotto regole analoghe. Negli Stati Uniti il Department of Transportation vieta alle compagnie di trattenere i passeggeri a bordo per più di tre ore sui voli nazionali e quattro ore su quelli internazionali, salvo eccezioni legate alla sicurezza o al controllo del traffico aereo. Entro due ore devono inoltre essere garantiti acqua e cibo. In Canada, invece, la normativa impone che durante tutta la permanenza a bordo siano assicurati servizi igienici funzionanti, ventilazione, temperatura adeguata, acqua e alimenti, prevedendo il ritorno al gate dopo tre ore.

La riforma europea, tuttavia, non è ancora entrata in vigore. L'accordo politico dovrà essere formalmente approvato dalle istituzioni europee e le nuove disposizioni dovrebbero diventare applicabili nel corso del 2027, dopo un periodo di transizione. Fino ad allora continuerà ad applicarsi il regolamento del 2004, che non prevede alcun limite massimo alla permanenza dei passeggeri a bordo prima del decollo.

Per aeroporti e compagnie aeree, coordinare partenze e arrivi significa conciliare efficienza operativa, gestione del traffico e sicurezza. Alcune attese sono inevitabili e rappresentano una conseguenza delle procedure necessarie a garantire il regolare svolgimento delle operazioni di volo.

L'approvazione della riforma segna soltanto il primo passo. Il caso del volo Lamezia-Malpensa ha riportato l'attenzione su un vuoto normativo che l'Unione europea ha deciso di colmare. Ma perché un diritto riconosciuto diventi un diritto effettivo serviranno tempo, procedure e controlli. Solo quando le nuove regole saranno pienamente applicate si potrà capire se episodi come quello del 22 luglio saranno gestiti con tutele diverse per i passeggeri.