La rete del clan Costa dalla conquista dello scettro che fu del vecchio patriarca Filippone all’asse strategico con la “serie A” del potere criminale in Calabria. Un asse strategico per la conservazione dell’egemonia
Antonio, figlio di Pino “Facciazza”, aveva chiesto di acquistare “La medaglia di San Benedetto” nel carcere di Parma. Il diniego della direzione è stato impugnato dai legali: la Suprema Corte ha rinviato la decisione al magistrato di sorveglianza. Il precedente dei fusilli con la ‘nduja
Dalle carte del Ros emerge il patto tra le tre cosche per proteggere i lavori dell’hub del colosso della logistica (estraneo alle indagini) a Gioia Tauro. Un incontro al vertice, il recupero del camion rubato e la spartizione del pizzo raccontano il patto tra clan
Dalle mazzette pasquali al controllo dei curriculum: l’informativa del Ros svelano il piano del capobastone di Gioia Tauro per infiltrare il nuovo polo logistico. Un’indagine che attraversa patti di protezione, furti simulati e il ruolo chiave di un avvocato vicino alla cosca
Nell’informativa dell’inchiesta Res Tauro della Dda di Reggio Calabria nuovi dettagli sul tentativo del clan di mettere le mani sul centro logistico mai entrato in funzione a Gioia Tauro. Il colosso americano nega pressioni mafiose e continua a pagare oltre un milione di euro l'anno per l'affitto del capannone
Le intercettazioni del Ros svelano il presunto piano della cosca di Gioia Tauro per infiltrarsi nel nuovo polo della logistica progettato (e poi sfumato) nel retroporto. Tra subappalti e assunzioni da pilotare spunta il ruolo centrale di un professionista. Che al “capo” dice: «Andrei in guerra per voi»
La gip Elisa Scorza ha disposto la custodia cautelare per il 65enne di Gioia Tauro, esponente della cosca Piromalli, che deve scontare otto anni e due mesi per associazione mafiosa. Ora è caccia ai suoi guardaspalle
Dalle certe dell’inchiesta “Res Tauro” emerge il tentativo della cosca di infiltrarsi nel progetto del polo dell’e-commerce. Tra presunte richieste estorsive, pressioni sulle assunzioni e contatti con intermediari sono partiti gli accertamenti antimafia della Dda di Reggio Calabria
Intercettazioni e verbali dei pentiti rivelano i progetti militari del clan in un clima di tensione che va avanti dal 2008. Furfaro: «Consegnai mitragliette e fucili da usare in caso di una riesplosione della faida». Chi è Salvatore Infantino, accusato di essere vicino alla cosca
Dalle intercettazioni dell’inchiesta Res Tauro emerge l’interesse della cosca per gli investimenti nella Piana grazie al ruolo di un uomo di collegamento con massoneria e mondo imprenditoriale. Il tentativo di agganciare ambienti della Lega e le mire su un affare delle biomasse da 200 milioni grazie a un ingegnere cosentino
L’inchiesta Res Tauro restituisce un’immagine inedita della cosca: non più un monolite criminale granitico, ma un nucleo segnato da tensioni, risentimenti e profonde spaccature interne. In questo contesto, emerge con forza la figura del fratello del boss “Facciazza”
Lo storico legame con il clan di Limbadi, l’incontro in carcere tra l’avvocato Gioacchino Piromalli junior e Peppe Mancuso, il summit al Sayonara di Nicotera e il riscontro con le dichiarazioni del collaboratore Mantella contenute nella sentenza di Rinascita Scott
Tra protezione mafiosa e richieste estorsive, Angelo Sorrenti emerge come trait d’union tra il gruppo e la cosca tra gli anni 80 e 90: conti del passato mai saldati e vecchi attentati agli impianti raccontano il peso del clan e la volontà di recuperare i crediti
La nuova ascesa del boss “Facciazza” raccontata nelle intercettazioni dell’inchiesta Res Tauro: i propositi di restaurazione e il disappunto del capoclan per l’ingresso di imprenditori “forestieri” nel territorio consacrato alla cosca
I commenti all’operazione che ha portato all’arresto di 26 persone. Il sindaco della Città metropolitana di Reggio Falcomatà: «Calabria deve affrancarsi dal malaffare». Il Comune di Gioia Tauro: «Piena fiducia nelle indagini, in sedi giudiziarie verrà affermato il principio di verità»
Nell’operazione della Dda di Reggio Calabria effettuati sequestri per 7 milioni di euro. Ai domiciliari Gioacchino e Antonio Piromalli, di 91 e 86 anni
Il capo storico del clan, tornato in libertà nel 2021, voleva restaurare una cosca che considerava «una tigre». Il suo passato tra latitanza e condanne e l’intervista in tv in cui disse: «Abbiamo votato per tutti, sia destra che centrosinistra»
VIDEO | Operazione del Ros dei carabinieri su impulso della Dda di Reggio Calabria. Tra i reati contestati associazione mafiosa, riciclaggio e detenzione di armi. Torna in carcere il capo Pino “Facciazza”: era libero dopo 22 anni al 41 bis
La scalata dei fratelli Cambareri al business da «10 milioni di euro al mese» e la ricerca di nuovi contatti. Spunta la figura di un uomo considerato vicino al clan Piromalli e “alleato” con un imprenditore lombardo
Le acquisizioni negli atti dell’inchiesta Royale della Dda meneghina. Il ruolo di Agostino Cappellaccio, presunto terminale economico della cosca, le «ottime» prospettive di guadagno e il freno del lockdown. Per i pentiti il giovane rampollo della cosca di Gioia Tauro è «un habitué della vita notturna» nel capoluogo lombardo
Il capoluogo lombardo sempre più crocevia di affari per le cosche calabresi. Le tensioni tra il gruppo vicino ai Piromalli e i Pesce e i chiarimenti con i Barbaro e i Mancuso in un bar a pochi passi da corso Buenos Aires
VIDEO | La mobilitazione è stata organizzata nel corso di una conferenza tenuta nella sala consiliare con la partecipazione anche di sindaci del territorio, sindacalisti e imprenditori
Il clan Piromalli avrebbe supportato la latitanza decennale del boss Giuseppe Crea poi arrestato nel 2016. Ecco l’intercettazione che alimenta i sospetti della Dda
VIDEO | Grazie a entrature politiche, istituzionali e massoniche la famiglia di Gioia Tauro è diventata un gigante del crimine organizzato. Una scalata iniziata a metà degli anni '70 quando con il pacchetto Colombo arrivano in Calabria 1.300 miliardi di lire per il quinto centro siderurgico. Un progetto rimasto solo sulla carta, ma che si rivelò un grande affare per le cosche (ASCOLTA L'AUDIO)
VIDEO | Sotto i riflettori dell'ente la scelta del Consorzio regionale di allargare la zona industriale per includere anche le imprese che avrebbero interrato rifiuti pericolosi speciali e fanghi inquinanti