Calci, pugni e insulti davanti alle vetrine del centro: gli autori avrebbero tra 12 e 17 anni. Alcuni coetanei hanno ripreso la scena con lo smartphone e diffuso il video. Le posizioni dei giovani sono ora al vaglio della Procura minorile
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Picchiato a sangue mentre qualcuno riprendeva la scena con lo smartphone per poi sparare il filmato in rete. L'ennesimo episodio di violenza giovanile ha trasformato un sabato sera di Siderno in una trappola per un ragazzino di origine indiana, preso di mira da una baby gang scatenata sul corso della Repubblica.
Stando alle prime ricostruzioni il gruppo, composto da giovanissimi di età compresa tra i 12 e i 17 anni, si è scagliato senza pietà sul coetaneo con calci, pugni, insulti e spintoni. Un'aggressione rapida e spietata, consumata a due passi dalle vetrine del passeggio cittadino di fronte a diversi coetanei che, anziché intervenire o chiedere aiuto, hanno preferito tirare fuori i telefoni e immortalare la scena. Il video, rimbalzato nel giro di poche ore sulle chat e sui social, ha provocato sdegno in tutta la Locride. A quanto si apprende non si tratterebbe di un caso isolato: l'aggressione di sabato scorso sarebbe solo l'ultimo capitolo di una scia di tensioni e prepotenze che da tempo vedono protagonisti gli stessi giovanissimi nella zona del centro.
Sul fatto sono subito scattate le indagini dei carabinieri. I militari dell'Arma, acquisito il filmato ed esaminati i fotogrammi a caccia di dettagli utili, ci hanno poco a chiudere il cerchio: gli autori del pestaggio sono stati tutti identificati. I loro nomi e le loro posizioni sono ora al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria.
Resta lo sconcerto per un episodio che riaccende i riflettori sul disagio giovanile e sulla facilità con cui la violenza, unita al desiderio di “spettacolarizzazione” social, continui a farsi strada tra i ragazzini. Non si tratta più di una questione di ordine pubblico. Quanto accaduto a Siderno non è una "bravata", non è "esuberanza giovanile" e non può essere liquidato come un semplice fatto di cronaca. È la manifestazione pura di un vuoto educativo spaventoso. Vedere ragazzini di dodici o quattordici anni scagliarsi con ferocia animale contro un loro coetaneo, con la sola "colpa", forse, di trovarsi nel posto sbagliato o di essere percepito come diverso, lascia un senso di nausea profonda.

