Complessivamente 24 le persone finite in carcere, 17 ai domiciliari. Tra i destinatari anche il boss Damiano Pepe, scampato a un agguato nella notte di venerdì
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Vasta operazione antimafia all'alba nella Sibaritide. I carabinieri stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Catanzaro che ha portato all'arresto di 41 persone, di cui 24 di custodia in carcere e 17 agli arresti domiciliari. L'inchiesta, coordinata dalla Dda guidata da Salvatore Curcio, colpisce le cosche operanti tra Cassano, Sibari e Corigliano-Rossano.
I reati ipotizzati, a vario titolo, nei loro confronti, sono associazione di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto di armi da fuoco, estorsione, rapina, furto, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tutti aggravati da metodo e/o finalità mafiose, nonché patto elettorale politico mafioso.
Tra i destinatari di una misura cautelare ai domiciliari anche il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi.
Nell'ordinanza compare anche Damiano Pepe, ritenuto boss di Cassano, ferito nei giorni scorsi in un agguato e ricoverato a Cosenza. L'agguato è avvenuto intorno alla mezzanotte del 24 ottobre in contrada Lattughelle, a Cassano all'Ionio: nell'attacco è stata uccisa la moglie di Pepe, Silvana Sibarelli. Gli inquirenti indicano Pepe come esponente di spicco della cosca Abbruzzese-Pepe.


